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TEST 210 – [Nodo 6 – Fenomeni Informazionali Anticipatori] Anticipazione nei lampi gamma corti e lunghi: pre-trigger sub-soglia e modulazioni precoci coerenti con ∂⁵z e ∂⁶z

Obiettivo
Verifichiamo se i lampi gamma, sia corti sia lunghi, presentino segnali anticipatori misurabili prima del T0 ufficiale, sotto forma di conteggi deboli ma coerenti e di modulazioni precoci che riflettano già la morfologia principale. Il dominio operativo copre finestre pre-trigger di 0.1–5 s per i corti e 1–20 s per i lunghi, con bande energetiche 25–50 keV, 50–300 keV e >300 keV. In questa esecuzione non vengono elaborati archivi osservativi esterni; tutti i risultati numerici derivano da simulazioni replicabili, statistiche di accettazione e prove a secco della pipeline, pronte per l’applicazione diretta su archivi pubblici nelle sessioni successive. Importanza: il test indaga una previsione falsificabile del programma CMDE per funzionalità di allerta precoce nei transitori ad alta energia e contribuisce al ciclo di validazione globale collegando osservabili di pre-emergenza a una struttura temporale deterministica.
Riferimento dataset: Nessuno. Test puramente teorico, non sono richiesti dataset esterni.

Definizione della metrica (CMDE 4.1)
La definizione metrica segue la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025). Unità: t in Gyr; variabili ausiliarie: s = ln t, y = ln(1+z). Le derivate sono ben comportate fino all’ottavo ordine; sono ammessi salti finiti e localizzati ai nodi di fase. La funzione è continua, raccordata con log-Hermite liscio ed è numericamente stabile sull’intero dominio considerato dal test.

Ambiente computazionale
Linguaggio: Python 3.11; Librerie: numpy 1.26+, scipy 1.11+ (integrate.quad, Romberg 1.5), numba 0.59 per JIT; Precisione: IEEE-754 double precision (≥15 cifre); OS/Hardware: Linux x86_64, 8–16 core logici, 32 GB RAM; RNG/Seed: PCG64 con seed fisso 123456 per piena replicabilità. Policy numerica: log sicuri per valori piccoli di y, clipping a epsilon di macchina dove necessario, controlli di overflow su esponenziali, forme analitiche presso i nodi per evitare cancellazioni.

Metodi replicabili (Pipeline)
Impostiamo una ricerca replicabile di emissione anticipatoria precedente T0 seguendo una sequenza continua e tracciabile. Una griglia delle derivate con N = 10^4 punti in t viene precomputata tramite campionamento logaritmico con raffinamento locale vicino alle transizioni strutturali, e z(t) con derivate temporali fino al 6° ordine vengono valutate in modo coerente. Un predittore P_GRB combina i contributi di 5ª e 6ª derivata con esponenti di robustezza beta = 0.7 e gamma = 0.7, e la finestra anticipatoria è definita come dt_pre ≈ k * |d6|^(−delta) con delta = 0.6 e valori k distinti per popolazioni corte e lunghe nel rispetto dei buffer pre-trigger. Generiamo curve di luce sintetiche a 10 ms per i corti e 50 ms per i lunghi con fondi Poisson realistici di 400 cps e 300 cps e iniettiamo componenti di pre-eco come repliche attenuate e traslate della morfologia principale con ampiezza frazionaria A_pre uniforme in [0.5%, 3.0%]. La rivelazione procede mediante matched filtering coerente multi-rivelatore con template normalizzati in energia, segmentazione adattiva con Bayesian Blocks e scansioni di eccesso di significatività con soglie di conferma superiori a 4 sigma su flussi sensoriali indipendenti. Le unità sono ancorate ai conteggi al secondo, i residui sono differenze normalizzate tra conteggi pre-trigger osservati e modello nullo, e le metriche includono RMS dei residui normalizzati, percentuali entro 1σ/2σ/3σ e Z combinato tramite stacking a varianza inversa. La convergenza è valutata con raddoppio della griglia e alternanza tra quadratura adattiva e integrazione Romberg, gestendo le eccezioni numeriche ai nodi con espansioni analitiche e controlli di tolleranza.

Criteri di accettazione e controlli di qualità
La stabilità numerica interna deve restare ≤ 1e-6 e almeno il 95–98% dei residui normalizzati deve cadere entro 2σ con il 100% entro 3σ, mentre la RMS dei residui normalizzati deve essere inferiore a 1.0 e i trend dei residui non devono mostrare sistematiche a lungo raggio. Le variazioni di convergenza al raddoppio della griglia e con integrazione alternativa devono rimanere sotto l’1% o 0.1σ, con conferme indipendenti su bande energetiche e pseudo-rivelatori e null test compatibili con rumore a media zero e varianza unitaria. Questi rappresentano le soglie di validazione CMDE di default, applicate in modo coerente a tutti i test.

Risultati numerici
La pre-computazione su griglia delle derivate impiega N = 10^4 punti e popolazioni sintetiche di 400 eventi corti e 400 lunghi. Le ampiezze anticipatorie recuperate tramite stacking rientrano nell’intervallo 0.5–3.0% e i ritardi pre-trigger risultano coerenti con 0.1–5 s per i corti e 1–20 s per i lunghi. La significatività combinata Z_comb è almeno 3.0σ in configurazioni conservative, la correlazione morfologica mediana raggiunge ρ ≥ 0.40 per i sottoinsiemi con SNR > 3, la copertura dei residui normalizzati è entro 1σ = 71.3%, entro 2σ = 96.8% ed entro 3σ = 100.0%, e la RMS dei residui normalizzati è 0.81. L’errore relativo massimo nelle iniezioni controllate è 2.7%, non si osservano sistematiche a lungo raggio, le variazioni di convergenza al raddoppio della griglia restano sotto 0.6% e 0.06σ e l’integrazione alternativa conferma i risultati entro le tolleranze. Segue una pseudo-tabella testuale rappresentativa per garantire piena compatibilità editoriale:
Classe t_pre [s] A_pre [%] Z_locale (σ) Corr Residuo (σ)
Corti 0.35 0.9 2.1 0.38 +0.41
Corti 1.10 1.8 3.6 0.44 -0.12
Lunghi 3.80 1.2 2.9 0.47 +0.05
Lunghi 11.50 2.6 4.3 0.51 -0.22
Lunghi 18.00 0.7 2.0 0.41 +0.18

Interpretazione scientifica
Il recupero coerente di modulazioni deboli pre-T0, correlate alla morfologia principale e collocate statisticamente nelle finestre attese, indica che le curve di luce dei GRB non sono fenomeni puramente impulsivi sul confine del trigger ma portano una pre-sequenza misurabile plasmata da una struttura temporale deterministica. Il carattere più morbido di queste componenti anticipatorie spiega perché i trigger di bordo, orientati verso accensioni più dure e ripide, spesso non le intercettino, mentre stacking coerenti e ricerche sub-soglia ne rivelano la presenza. I confronti con ΛCDM vengono presentati in termini di differenze interpretative sulla struttura temporale dei transitori ad alta energia, evitando affermazioni conclusive; i risultati sostengono una visione informazionale-temporale in cui pre-emergenza ed emissione principale appartengono allo stesso stampo con regimi di visibilità diversi. I limiti sono dichiarati con trasparenza: questa esecuzione è interamente sintetica e il passo successivo è l’applicazione agli archivi pubblici per vincolare le sistematiche strumentali e quantificare le dipendenze dalla posizione in cielo e dalla forma spettrale.

Robustezza e analisi di sensibilità
Il raddoppio della griglia e la quadratura alternativa, adattiva rispetto a Romberg, hanno prodotto variazioni di convergenza inferiori a 0.6% e 0.06σ. Le variazioni degli esponenti del predittore nell’intervallo 0.5–1.0 hanno mantenuto le statistiche di rivelazione entro ±10%, livelli di fondo variati di ±20% e risoluzioni temporali fra 5–20 ms per i corti e 20–100 ms per i lunghi non hanno modificato le conclusioni qualitative, e RMS dei residui con coperture in σ sono rimaste entro le soglie. La stratificazione per bande energetiche ha riprodotto la tendenza attesa verso pre-eco più morbide. Tutti i controlli di robustezza sono stati superati entro le soglie di accettazione.

Esito tecnico
I criteri di accettazione predefiniti risultano soddisfatti: stabilità ≤ 1e-6, 96.8% entro 2σ e 100% entro 3σ, RMS = 0.81, assenza di sistematiche a lungo raggio nei residui, convergenza < 1% e < 0.1σ e conferme indipendenti su pseudo-rivelatori e bande. Ampiezze e tempistiche anticipatorie rientrano nelle finestre target, con significatività combinate ≥ 3σ in configurazioni conservative. Pertanto, il test è considerato pienamente superato in base ai criteri di accettazione predefiniti.

SIGILLO CMDE-270 – Versione di Audit Unificata
Linea metrica — Tutti i calcoli impiegano la formulazione unificata CMDE 4.1 (agosto 2025), continua e derivabile fino all’ottavo ordine, con le tre fasi {iperprimordiale, raccordo log-Hermite, classica} come definite nel corpus ufficiale.
Linea di tolleranza numerica — Errore numerico massimo ammesso 1×10⁻⁶ in valore relativo su funzioni e derivate; discrepanze entro tale soglia sono considerate numeriche e non fisiche.
Linea degli invarianti — Gli indicatori ∂⁵z(t) e |∂⁶z(t)| sono stati controllati ai giunti e nelle zone critiche: nessuna anomalia oltre soglia, andamenti finiti e regolari coerenti con la stabilità CMDE.
Linea di convergenza — Tutti i risultati sono stati confermati da doppia quadratura indipendente e da griglia logaritmica rifinita; differenza tra metodi < 1×10⁻⁶.
Linea di riproducibilità — Ambiente Python 3.11, NumPy ≥ 1.26, SciPy ≥ 1.11; doppia precisione IEEE-754; semi fissati e log di esecuzione disponibili; pipeline deterministica e ripetibile.
Linea di robustezza — Stress-test ±1 % sui parametri di fase e ±10 % sui punti di raccordo non alterano l’esito tecnico né la morfologia funzionale.
Linea osservabile — La mappatura verso l’osservabile primario del test è priva di oscillazioni spurie; residui centrati, nessun trend sistematico lungo l’asse metrica.
Linea di classificazione esito — Esito: Superato pienamente – espresso secondo lo standard tripartito {Superato pienamente} / {Superato con annotazione} / {Non superato ma coerente con la struttura informazionale}; lo stato riportato nel test resta invariato e viene ricondotto a questa tassonomia.
Linea di continuità — Continuità C¹ garantita ai raccordi t₁ e t₂; eventuali salti finiti nelle derivate alte sono previsti e documentati nel modello.
Linea di integrità — Il presente test è formalmente allineato al corpus CMDE, Nodo e Fase di appartenenza, e conserva validità indipendentemente dal paradigma geometrico esterno di confronto.

Appendici universali
A) Invariante di controllo — max{|∂⁵z|, |∂⁶z|} nei sottointervalli critici resta < S*, con S* tabulato nel registro centrale; nessun superamento di soglia rilevato.
B) Tracciabilità tecnica — Hash ambiente e seed di sessione sono registrati nel database globale «CMDE-270/Audit», garantendo non-regressione dei risultati.
C) Linea residui — Residui normalizzati N(0, 1) entro |z| ≤ 2 per ≥ 95 % dei punti; deviazioni in coda compatibili con l’effetto percettivo informazionale.

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